lunedì 19 marzo 2012

Istituti Italiani di Cultura, una riforma contro clientele e sprechi

Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi
Ci sono circa novanta sedi di Istituti Italiani di Cultura (IIC) sparse per il mondo. Chi vive all'Estero sa perfettamente che il piu' delle volte si tratta di carrozzoni statali che hanno costi molto ingenti (quest'anno il governo ha allocato ben tredici milioni di euro soltanto per le loro attivita' promozionali) spesso trasformati in parcheggi di amici degli amici. Generalizzare e' sempre un errore pertanto va sottolineato che in queste strutture lavorano tantissime persone capaci e dedite al proprio lavoro. A ben guardare le nomine dei direttori generali si vede pero' che in non pochi casi eludono il criterio da seguire ("nomina per chiara fama") e cio' che invece li rende riconoscibili e' l'amicizia che li lega a questo o quel politico. Insomma il metodo italiano in piena regola esportato all'estero: a Mosca per esempio ad essere assunta e' stata una ex collaboratrice di Berlusconi, Angela Carpifave, suscitando sentite proteste di intellettuali russi per le sue incapacita'.